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Nuova IMU 2020 - ravvedimento operoso

Se ti sei dimenticato di pagare  l’IMU o la TASI, oppure se, per errore, l’hai pagata solo in parte, puoi ancora pagare l’imposta per intero o come integrazione a quanto già pagato, con una sanzione ridotta e gli interessi di mora previsti dal Ravvedimento Operoso.
Infatti, gli errori, le omissioni e i pagamenti mancanti possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento in un’unica soluzione:
– dell’imposta che si deve pagare
– degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il pagamento avrebbe dovuto essere fatto a quello in cui viene effettivamente eseguito;
– della sanzione in misura ridotta (la sanzione viene ridotta in base al ritardo con cui viene fatto il pagamento).

n.b. Per poter fare il Ravvedimento operoso è necessario che la violazione oggetto della regolarizzazione non sia già stata constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza.

Puoi fare il Ravvedimento operoso in questi 5 modi:

Ravvedimento operoso SPRINT

Se paghi entro il 14° giorno dalla scadenza, devi pagare una sanzione dello 0,1% per ciascun giorno di ritardo + gli interessi legali. Entrambi si calcolano sull’imposta ancora dovuta.

Giorni di ritardo 1 2 3 4 5 6 7 8
Sanzione ridotta 0,1% 0,2% 0,3% 0,4% 0,5% 0,6% 0,7% 0,8%
Giorni di ritardo 9 10 11 12 13 14 15
Sanzione ridotta 0,9% 1% 1,1% 1,2% 1,3% 1,4% 1,5%

 

 

 

Ad esempio se il pagamento avviene:
– il quarto giorno dopo la scadenza la sanzione sarà pari a: 0,1% x 4 = 0,4%
– il quattordicesimo giorno dopo la scadenza la sanzione sarà pari a: 0,1% x 14 = 1,4%

Ti ricordiamo che il Decreto Legislativo n. 158/2015 ha modificato la normativa sulle sanzioni per i pagamenti ritardati o mancanti, prevedendo la riduzione alla metà della sanzione ordinaria per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30% al 15%.

Ravvedimento operoso BREVE

Se paghi dal quindicesimo al trentesimo giorno dalla scadenza, devi pagare una sanzione dell’1,5% + gli interessi legali. Entrambi si calcolano sull’imposta ancora dovuta.

Ravvedimento operoso INTERMEDIO

Se paghi dal trentunesimo al novantesimo giorno dalla scadenza, devi pagare una sanzione dell’1,67% + gli interessi legali. Entrambi si calcolano sull’imposta ancora dovuta.

Ravvedimento operoso LUNGO

Se paghi dopo il 90° giorno dalla scadenza e comunque  entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, devi pagare una sanzione del 3,75% + gli interessi legali.Entrambi si calcolano sull’imposta ancora dovuta.

Ravvedimento operoso entro il termine fissato per la dichiarazione

Se paghi entro il termine fissato per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale il versamento doveva essere effettuato, devi pagare una sanzione ridotta al 4,29% (pari ad 1/7 del 30%) più gli interessi legali calcolati per i giorni di ritardo. Entrambi si calcolano sull’imposta ancora dovuta.

Ravvedimento operoso oltre il termine fissato per la dichiarazione

Se paghi oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale il versamento doveva essere effettuato, devi pagare una sanzione ridotta al 5% (pari ad 1/6 del 30%) più gli interessi legali calcolati per i giorni di ritardo. Entrambi si calcolano sull’imposta ancora dovuta.

Quali interessi applicare

Gli interessi vanno calcolati a giorni in base al tasso legale applicabile per ogni anno come segue:
– dal 01 gennaio 2015 il tasso di interesse legale è fissato allo 0,5 % (Decreto Ministeriale 11 dicembre 2014)
– dal 01 gennaio 2016 il tasso di interesse legale è fissato allo 0,2 % (Decreto Ministeriale 11 dicembre 2015)
– dal 01 gennaio 2017 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,1% (Decreto Ministeriale 07 dicembre 2016)
– dal 01 gennaio 2018 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,3%(Decreto Ministeriale 13 dicembre 2017)
– dal 01 gennaio 2019 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,8% (Decreto Ministeriale 12 dicembre 2018)
– dal 01 gennaio 2020 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,05% (Decreto Ministeriale 12 dicembre 2019)

Come pagare

Puoi usare il programma di ANUTEL e stampare il modello F24 già compilato. La procedura è molto semplice, e tiene già in considerazione la sanzione e gli interessi legali.

Se invece compili il modello F24 a mano, ricordati di barrare la casella “Ravv” che indica che il tuo pagamento è un ravvedimento operoso.

Ti ricordiamo i codici tributo che devi indicare:

Ravvedimento IMU

Codice catastale del Comune:  I 690

Codici tributo per la quota da versare al Comune:

3912 IMU – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze
art.13,c.7,d.l. 201/2011- COMUNE
3913 IMU – imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE
3914 IMU – imposta municipale propria per i terreni – COMUNE
3916 IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – COMUNE
3918 IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNE
3930 IMU – imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE

Codici tributo per la quota riservata allo Stato:

3925 IMU – imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – STATO.

Alla voce “rateazionenon va indicato alcun codice.

Ravvedimento TASI

Codice catastale del Comune: I 690
Codici tributo per la quota da versare al Comune:
3958 TASI – tributo per i servizi indivisibili su abitazione principale e relative pertinenze art.13,c.7,d.l. 201/2011- COMUNE
3959 TASI – tributo per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale
3960 TASI – tributo per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili
3961 TASI – tributo per i servizi indivisibili per altri fabbricati

Riferimenti normativi

  • Art. 13 del Decreto Legislativo 18.12.1997, n. 472 e successive modifiche ed integrazioni (Legge 13.12.2010 n. 220, art. 1, commi 20 e 22 – Decreto Legge 06 luglio 2011 n. 98, art. 23, comma 31, convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2011 n. 111 – Decreto Legge 26 ottobre 2019 n. 124, art. 10 bis, convertito dalla Legge 29 dicembre 2019 n.157)
  • Art. 10 Decreto Legge 8.04.2013, n.35 modificato dalla Legge 6.06.2013, n.64,
  • Circolare Agenzia delle Entrate n.23/e del 09.06.2015,
  • Legge 28 dicembre 2015, n.208, art. 1 comma 133 (Legge di stabilità 2016).

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento

22/05/2020