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Margini di un frammento instabile – Luigi Erba e il cinema

Sirene wAVe - Immersione nella fotografia

Data:

venerdì 12 novembre 2021

Tempo di lettura:

3 min

Cos'è

Ilaria Pezzone in conversazione con Luigi Erba parleranno di “Margini di un frammento instabile – Luigi Erba e il cinema

La fotografia di Luigi Erba: uno studio sul suo rapporto con l’amatorialità, la grafica e il cinema, ripercorrendo alcune serie dell’autore, caratterizzate da un forte legame col luogo natìo e parallelamente dalla volontà di esplorare il mezzo fotografico nelle sue accezioni storiche e grafiche. Un parallelo tra l’approccio fotoamatoriale di Erba con quello cineamatoriale, nonché la tendenza cinefila, tra ricordi e consapevolezze, del fotografo.
Sarà inoltre presentato un corto di Ilaria Pezzone, dedicato a Luigi Erba: “Vedere Tra” (2015).

Sintesi proiezione film “Strati del tempo risuonano“.
Verrà proiettato e commentato il film, che quest’anno ha concorso all’Asolo Art Film Festival, alla presenza dei giovani registi, del protagonista e dell’Archivio Fotografico amatoriale Rayo.

 


Ilaria Pezzone è docente di Tecniche di ripresa presso l’Accademia di Brera, dove si è laureata frequentando la specialistica in Cinema e Video. Si forma come montatore audiovisivo. Dal 2010 ha in attivo collaborazioni come operatore e montatore audio-video nella realizzazione di documentari. Ha tenuto corsi e conferenze dedicati al cinema e insegna presso le scuole secondarie di primo grado. È autrice del volume “Cinema di prossimità: privato, amatoriale, sperimentale e d’artista”, Falsopiano 2018. La sua filmografia si compone di corti (Leggerezze e gravità, 2008, 7′; Greisttmo, 2010, 8′; 1510 – sogno su carta impressa con video, 2013, 7′; Concerto Metafisico, 2015, 7′; Con lievi mani, 2017, 3’ ), medi (Masse Nella Geometria Rivelata Dello Spazio Tempo 2012, 22′; Andare Tornando A Rilievi Domestici, 2011, 25′; Polittico Preludio Adagio Altalenante, 2009, 30′; Ego etiam advenus, 2013, 25′; Vedere Tra 2014, 20′) e lungometraggi (Indagine su sei brani di vita rumorosa dispersi in un’estate afosa – raccolti e scomposti in cinque atti, 2016, 62′; France – quasi un autoritratto, 2017, 63’), molti dei quali presentati a vari Festival.

 

Luigi Erba è nato a Lecco nel 1949. Ha sempre coltivato fin dagli anni sessanta la dimensione della fotografia, scrivendo spesso di essa e di arte contemporanea. Non ha intrapreso la carriera professionale, dedicandosi parallelamente all’insegnamento, ad una ricerca linguistica sull’immagine costante negli anni che spesso coinvolgeva la stessa poesia.
Le sue prime esperienze fotografiche risalgono agli anni settanta mediante sofisticate elaborazioni in camera oscura (esasperazione di toni bassi, retini tipografici, separazioni tonali, solarizzazioni, rivelatori alla paraformaldeide). Documenta l’esodo e l’abbandono delle case di montagna (“Via Rovina”, in Val Tartano), concentrandosi sulle loro strutture, sintetizzando segni lirici di memoria dentro rimandi antropologici(Sara Fontana).
Nei primi anni ottanta, dopo il periodo dedicato alla ripresa di oggetti “congelati” d’inverno in discariche decontestualizzati dal loro uso quotidiano,  si avvicina ad un paesaggio urbano periferico quotidiano della città dove abita, descritto sempre in modo fantastico e interiore. Affronta i concetti di spazio, tempo e luogo in nome di un’ interpretazione più lirica e individuale, basata sulla memoria, la percezione, la visione, riducendo gli ultimi segni-frammenti dei luoghi personalmente vissuti, prima attraverso sequenze, poi arrivando a tavole antropologiche di scrittura sempre rimettendo in gioco il ruolo dell’immagine unica e la topografia oggettiva dei luoghi in una dimensione di sogno-memoria. Ha scritto e scrive costantemente, come giornalista pubblicista, cura mostre e manifestazioni. Continua la ricerca sugli ultimi resti delle aree industriali della sua città, denominati “Paesaggi”- “Ex paesaggi”, lavorando sul rapporto memoria sogno e sulla percezione visiva di riprese utilizzando apparecchi fotografici tra di loro antitetici quali la vecchia Rollei biottica e la Olga. Ha fatto parte di numerosi comitati artistici di festival fotografici, partecipando a diverse letture portfolio sin dai tempi della Pedana del Sicof.

 


Sirene wAVe 2021 ha ricevuto il riconoscimento della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche): D21/2021

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Ultimo aggiornamento

13/11/2021