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Edifici dismessi, Comune Sesto San Giovanni mappa 13 immobili: al via la rigenerazione

I proprietari avranno tempo tre anni prima di presentare un progetto di riqualificazione. In caso contrario il Comune potrà procedere alla demolizione.

Data di pubblicazione:

mercoledì 22 luglio, 2020

Tempo di lettura:

2 min

Ultimo aggiornamento:

mercoledì 22 luglio, 2020

edifici dismessi

Il Consiglio comunale ieri ha approvato un’importante delibera che individua gli edifici dismessi da almeno cinque anni così come previsto dalla legge regionale. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di recuperarli e farli rivivere per evitare situazioni di degrado, occupazioni abusive e scarsa sicurezza. In totale, a Sesto San Giovanni, sono stati mappati 13 immobili ormai in disuso, i cui proprietari avranno tempo tre anni prima di presentare un progetto di riqualificazione. In caso contrario il Comune potrà procedere alla demolizione e rivalersi per i costi sulle proprietà.

“Abbiamo approvato un documento molto importante dal punto di vista urbanistico per il futuro di Sesto San Giovanni – commenta l’assessore all’Urbanistica, Antonio Lamiranda – attraverso cui andremo a rigenerare e ricucire il tessuto urbano della città. Tra gli edifici dismessi che abbiamo mappato è presente anche l’ex stabile Impregilo, per il quale gli uffici stanno già vagliando diverse richieste. L’obiettivo è quello di trasformarlo in un polo produttivo”.

Sono stati mappati gli edifici ai seguenti indirizzi: viale Italia 1, via Solferino 28/30, via Sauro 38, viale Edison 18, via Milanese 1, viale Casiraghi 471, viale Casiraghi, via Parpagliona 105, viale Casiraghi 508, via Bandiera 72, viale Gramsci 684. viale Gramsci 299, viale Sarca 336.

Gli interventi sugli immobili dismessi usufruiscono di un incremento del 20 per cento dei diritti edificatori derivanti dall’applicazione dell’indice di edificabilità massimo previsto o, se maggiore di quest’ultimo, della superficie lorda esistente. È riconosciuto un ulteriore incremento dell’indice di edificabilità massimo previsto dal Pgt o rispetto alla superficie lorda esistente del 5 per cento per interventi che assicurino una superficie de-impermeabilizzata e destinata a verde non inferiore all’incremento di superficie lorda realizzato, nonché per interventi che conseguano una diminuzione dell’impronta al suolo pari ad almeno il 10 per cento.

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Ultimo aggiornamento

22/07/2020