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Polizia Locale, due codici rossi attivati: sempre a tutela delle donne

Le indagini del Nucleo di Polizia Giudiziaria per mettere al sicuro mamme e figli da stalking e violenze.

Data di pubblicazione:

lunedì 7 dicembre, 2020

Tempo di lettura:

3 min

Ultimo aggiornamento:

lunedì 7 dicembre, 2020

polizia locale

Un’articolata indagine del Nucleo Operativo di Polizia Giudiziaria, scaturita dall’incendio di un’autovettura avvenuto lo scorso giugno, permetteva di evidenziare una serie di atti di stalking ai danni di una giovane madre che aveva riferito circostanziatamente di essere vittima delle condotte persecutorie da parte di un intero nucleo familiare. Tali condotte si estrinsecavano in reiterate minacce, pedinamenti, in un caso addirittura una bambola con testa e gambe mozzate che le veniva fatta trovare sotto casa, numerose intimidazioni a mezzo social e non ultimo l’incendio della sua auto.

“L’importanza di disporre di uno specifico Nucleo di Polizia Giudiziaria, introdotto dalla nostra amministrazione, è sotto gli occhi di tutti – commenta il sindaco Roberto Di Stefano – ed è evidente soprattutto in queste indagini così delicate. Ringrazio i nostri agenti per l’ottimo lavoro svolto, con grande tenacia e professionalità, che ha permesso di mettere al sicuro due donne vittime di brutte minacce, stalking e violenze”.

Le indagini, protrattesi per alcuni mesi, portavano in primis a identificare e contestualmente deferire all’autorità giudiziaria l’autore materiale dell’incendio dell’auto. Successivamente, a “codice rosso” attivato, venivano documentate le pesanti condotte di minaccia messe in atto da due donne, rispettivamente madre e figlia, di 60 e 27 anni, che oltre a veicolare tramite social, con profili fake, minacce di morte e insulti a sfondo razziale, si adoperavano in appostamenti e pedinamenti e in una circostanza veniva lasciata una bambola con testa e gambe mozzate e una croce sul petto nei pressi dell’abitazione della vittima.

Per le donne, al termine delle attività d’indagine venivano emanate due misure cautelari consistenti nel divieto di avvicinamento e nel sequestro di un revolver regolarmente detenuto dalla sessantenne. Inoltre, in un altro Comune della provincia veniva arrestato in corso di indagine un uomo in possesso di un’arma clandestina con matricola abrasa.

Al fine di tutelare la donna e la sua bambina di 7 anni si rendeva necessario un trasferimento in una località lontana da Sesto San Giovanni.

Sempre il Nucleo Operativo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Sesto San Giovanni, non più di due mesi fa, aveva chiuso un’altra indagine in regime di codice rosso che aveva portato a indagare un cittadino italiano che con condotte reiterate di minaccia e violenza aveva preso di mira la ex moglie, che all’epoca dei fatti risultava essere in stato avanzato di gravidanza.

“Grazie al Nucleo di Polizia Giudiziaria per queste preziose indagini in “codice rosso” – commenta l’assessore alla Sicurezza, Claudio D’Amico –. La Polizia Locale di Sesto San Giovanni si dimostra sempre più un modello di sicurezza: sempre al fianco dei cittadini nelle situazioni più difficili”.

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Ultimo aggiornamento

07/12/2020