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Addio inceneritore, via a una nuova era. Di Stefano: "Biopiattaforma modello nazionale"

Un progetto unico a livello europeo basato sul riuso e il riciclo dei rifiuti in chiave green per produrre energia termica, fertilizzante e biometano. Verranno azzerate le emissioni di anidride carbonica inquinanti. Il sindaco: "Il nuovo impianto sarà modello nazionale".

Data di pubblicazione:

mercoledì 31 marzo, 2021

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Ultimo aggiornamento:

mercoledì 31 marzo, 2021

inceneritore

Alla presenza del sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, del presidente di Gruppo Cap, Alessandro Russo, dell’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, dei rappresentanti di Città Metropolitana e dei Comuni soci, Cologno, Pioltello, Segrate, Cormano e Cinisello Balsamo, si è svolta questa mattina a Sesto la cerimonia di spegnimento del vecchio inceneritore di via Manin.

“Una giornata storica per Sesto San Giovanni, per il Nord Milano e per tutta la Lombardia – commenta il sindaco Roberto Di Stefano – perché dopo 20 anni finalmente abbiamo spento l’inceneritore acceso nel 2001. Quando ci siamo insediati quattro anni fa abbiamo trovato un impianto giunto a fine vita e dovevamo fare una scelta: optare per un revamping costosissimo e con una tecnologia obsoleta e inquinante o puntare su un progetto green e sostenibile da studiare bene nei minimi dettagli. Insieme, con i sindaci dei Comuni soci del consorzio abbiamo individuato Gruppo Cap come interlocutore pubblico per intraprendere questo percorso storico. Abbiamo elaborato il progetto di biopiattaforma, un progetto unico in Italia e oggi il più importante a livello europeo che segue i cardini della sostenibilità, dell’innovazione e del riuso e del riciclo delle risorse per offrire una migliore qualità di vita alle generazioni future . Una sfida unica che siamo prontissimi ad affrontare sul territorio e che avrà ricadute positive su tutta l’area metropolitana verso sistemi virtuosi e innovativi di gestione dei rifiuti”.

Il progetto ha visto il coinvolgimento attivo dei cittadini, delle associazioni del territorio, di tecnici ed esperti. “I cittadini sono i protagonisti del cambiamento. I n questi anni – racconta il sindaco – abbiamo sviluppato un percorso partecipativo molto seguito per dare informazioni chiare e corrette e analizzare le richieste pervenute, con l’obiettivo di migliorare il progetto adattandolo al meglio al contesto in cui sarà inserito. È stato istituito anche un organismo permanente e autonomo che avrà il compito di monitorare l’attività della biopiattaforma in ogni sua fase”.

La nuova struttura, per cui Cap ha investito oltre 50 milioni di euro, prevederà il trattamento dei fanghi di depurazione delle acque, consentendo di produrre energia termica per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75 per cento dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25 per cento in fertilizzante. Grazie al trattamento dei rifiuti umidi si avrà invece una produzione di biometano che ridurrà l’emissione di anidride carbonica del 97%, praticamente azzerandola.

“Il tema dei rifiuti – spiega il sindaco Di Stefano – è un tema innanzitutto di civiltà che va affrontato con la doverosa serietà e con la giusta consapevolezza, per intraprendere un percorso trasparente nella direzione di un’innovazione ambientale coraggiosa e decisa con un’idea di sviluppo del territorio che sia lungimirante. La sostenibilità è al centro delle agende politiche europee e nazionali ormai da diversi anni e lo sarà sempre di più”.

A Sesto San Giovanni la raccolta differenziata è stata estesa a tutto il territorio e in quattro anni si è passati dal 47% del 2017 al 67% di oggi, riducendo ampiamente il rifiuto urbano residuo.

La trasformazione dell’inceneritore in biopiattaforma non contempla nuovo consumo di suolo, con grande attenzione all’ambiente, visto che rispetto all’attuale impianto i fumi inquinanti saranno ridotti di quasi l’80 per cento. Ci saranno anche ricadute economiche sui territori che comporteranno risparmi sia bolletta dell’acqua sia nella tassa sui rifiuti.

La nuova biopiattaforma sarà un impianto innovativo che ospiterà un polo di ricerca avanzata che si è già assicurato un finanziamento di 2,5 milioni di euro grazie a un progetto europeo Horizon 2020.

“Un polo green – chiude Di Stefano – che assumerà un valore ancora più importante in questa fase storica in cui il governo Draghi ha posto le grandi sfide della rivoluzione verde e della transizione ecologica nel suo piano nazionale di ripresa. La nuova biopiattaforma di Sesto San Giovanni sarà un modello di produzione energetica sostenibile a livello nazionale che mi auguro possa essere preso come esempio da altre regioni, per un’evoluzione di ampio respiro che sappia cogliere al meglio tutte le opportunità. Il rilancio del nostro Paese parte dai territori e siamo orgogliosi, oggi, di partire da Sesto San Giovanni con una nuova infrastruttura che sarà in grado di traghettare il Paese verso gli obiettivi di sostenibilità ed emissioni zero previsti dall’agenda europea per i prossimi anni. Ringrazio il governatore Attilio Fontana e Regione Lombardia, l’assessore Cattaneo, il presidente di Gruppo Cap, Alessandro Russo, Città Metropolitana e i sindaci dei Comuni soci per aver intrapreso insieme questo percorso storico”.

La prima linea di produzione, quella che trasformerà i rifiuti umidi, sarà operativa da ottobre 2022, mentre l’intero impianto industriale sarà messo in funzione nel marzo del 2023. Sono previste anche delle compensazioni per quattro milioni di euro, tra cui la pista ciclopedonale che collegherà il Parco Media Valle del Lambro e il Parco Martesana.

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Ultimo aggiornamento

31/03/2021